Ecodesign (ISO 14006:2011) Integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione e nello sviluppo del prodotto, con l'obiettivo di ridurre gli impatti ambientali negativi durante l'intero ciclo di vita del prodotto

Ecodesign

Le linee guida per la facilitazione delle attività di riciclo degli imballaggi in materiale plastico (1) rappresentano uno strumento fondamentale per la progettazione di contenitori in ottica di Ecodesign. La pubblicazione inoltre fornisce i concetti portanti che chiariscono l’importanza di affrontare il progetto e la realizzazione di un imballaggio pensando alle funzioni che deve assolvere, in modo che rappresenti il minor impatto possibile per l’ambiente, attraverso una progettazione che tenga conto di tutti i requisiti che un buon imballaggio deve avere per il confezionamento dei prodotti alimentari.

(1)«Gli utenti finali, infatti, si aspettano che gli imballaggi preservino e conservino al meglio il contenuto nel tempo, occupino il minor spazio possibile, siano facili da aprire e da usare, che riportino istruzioni puntuali sulle modalità di conservazione del prodotto e che sia facilmente comprensibile come comportarsi rispetto al loro fine vita. Contenuto e contenitore non sono elementi separati, ma interagenti, al fine di migliorare la prestazione e la lunghezza di vita del prodotto imballato.
Link approfondimento CONAI

La (2)Direttiva 94/62/CE ha infatti riconosciuto la “funzione sociale ed economica fondamentale»(2) del packaging e il suo valore in quanto prodotto capace, se ben progettato e gestito lungo tutto il suo ciclo di vita, di ridurre gli sprechi e di evitare che altri beni si trasformino in rifiuto prima ancora di essere arrivati al consumatore finale. (…) La FAO sostiene che aumentare l’utilizzo di imballaggi adeguati potrebbe ridurre da subito gli sprechi di alimenti nei paesi in via di sviluppo del 5%, mettendo così a disposizione 39 milioni di tonnellate di cibo. L’imballaggio correttamente progettato e prodotto ha, quindi, una funzione essenziale nel prevenire la perdita delle risorse utilizzate per produrre, coltivare, allevare o fabbricare il contenuto della confezione. Queste risorse non risultano essere poche: secondo l’Istituto Italiano Imballaggio tutti gli studi LCA dei prodotti alimentari imballati oggi disponibili e certificati EPD (Environmental Product Declaration) dimostrano che l’impatto ambientale dell’alimento risulta in media quattro volte maggiore di quello del relativo imballaggio. Una eventuale perdita di prodotto contenuto avrebbe, quindi, ingenti impatti ambientali con conseguente spreco di risorse.»

Un imballaggio può definirsi ecoefficiente quando:

  • Soddisfa le funzioni primarie di contenimento, protezione e conservazione del prodotto in condizioni di distribuzione, stoccaggio, vendita e utilizzo ragionevolmente prevedibili.
  • Utilizza la minor quantità possibile di materiale nel rispetto della “Waste Hierarchy»(2)
  • Risponde ai requisiti normativi specifici
  • Riduce l’ingombro allo stretto necessario, facilitandone la trasportabilità e l’immagazzinamento
  • Aiuta a prolungare la “shelf life” del prodotto
  • Contribuisce a evitare che venga sprecato il suo contenuto
  • Utilizza materiali riciclati (ove possibile), riciclabili /recuperabili
riciclo

(1)Link Appronfodimento

(2) La gerarchia di gestione dei rifiuti indica un ordine di preferenza le azioni volte a ridurre e gestire i rifiuti, dalle azioni più favorevoli a quelle meno favorevoli. Ad Lansink è riconosciuto a livello internazionale per aver creato la gerarchia dei rifiuti originale o " Lansink's Ladder " ed è spesso chiamato padre della gerarchia dei rifiuti.

Riciclabilità:

E’ ritenuto riciclabile l’imballaggio che soddisfa tutte le seguenti condizioni:

  • Esistono uno o più riciclatori (o sono in progettazione linee su scala industriale) che trattano - attraverso un processo meccanico e/o chimico-organico - il materiale selezionato per produrre una materia prima seconda.
  • Esistono una o più aziende (o sono in progettazione linee su scala industriale) che impiegano le materie prime seconde derivanti dalle attività di riciclo.
  • Esiste una quantità minima (nel caso di necessità di linea dedicata) La quantità di materiale selezionato deve essere sufficiente ad alimentare almeno una linea di riciclo (meccanico e/o chimico-organico) industriale.
  • E’ compatibile Non rientrano gli imballaggi che non sono compatibili con le tecnologie di selezione e riciclo note, rilevanti e industrialmente disponibili.
riciclo

Garantisce quantità minime selezionabili: l’efficacia del processo di selezione diminuisce drasticamente a basse percentuali di materiale in ingresso; pertanto, all'ingresso del processo di selezione, deve essere garantita una quantità minima selezionabile ed omogenea superiore al 2% del totale.

(1) Link Approfondimento

Un imballaggio è selezionabile quando:

Supera le dimensioni minime per essere selezionabile: gli imballaggi che - su nastro di selezione - offrono una superficie di lettura, su uno dei piani di appoggio, di dimensioni adeguate alle apparecchiature automatiche attualmente installate nei Centri di selezione – CSS – (minimo 5x5 cm).
E’ identificabile sulla linea di selezione: la lettura della superficie dell’imballaggio è univoca e pertanto i lettori ottici riconoscono la superficie dell’imballaggio. Non rientrano in questa definizione gli imballaggi che, a seconda del lato esposto, generano risposta diversa alla lettura.